martedì 4 novembre 2014

Bigotti.


Qualche giorno fa ci siamo rivisti dopo un po' che non ci vedevamo.
Tu hai un anno meno di me e mi hai fatto le classiche domande del caso stile tipo "Come stai? Cosa stai facendo in questo periodo? Che fine hanno fatto quelle persone (stranamente sfuggite alle tue statistiche occupazionali)?".
Io ho risposto alle tue domande, con pacatezza, discrezione e ironia. 
Le persone come te mi fanno sorridere perché hanno quella curiosa tendenza a sminuire gli altri per cercare di emergere. Non hai ancora capito che invidia e negatività non generano nulla, anzi, le cose le sviliscono facendole morire, come accade a chi prova sempre invidia per qualcosa o per qualcuno. Come te.
Di fronte al mio entusiasmo nel raccontarti cosa stessi facendo in un periodo asfittico, negativo e critico come questo, tu mi hai gelata con un secco "ma ti conviene?!". Io ho risposto che se per "convenienza" intendevi il fatto di conoscere persone nuove, ricevere nuovi stimoli, fare ciò che mi piace e per cui mi sento naturalmente portata, mettendomi alla prova e maturando, beh...allora si, mi conveniva e mi conviene.
Dopo la mia risposta, tu hai optato per il silenzio perché stavolta io avevo gelato te. Poco dopo, ironia del caso, ti hanno posto le stesse domande che tu avevi posto a me ed hai risposto che stavi come sempre, nel costante limbo tra università da finire e lavoro da trovare e non hai avuto parole di certo dolci nei confronti delle persone che incontravamo per strada. Hai fatto una serie esternazioni lamentose, retoriche e bigotte che mia nonna - classe 1925 - sarebbe apparsa come una rivoluziona a confronto.
Mi verrebbe da ringraziarti perché mi hai fatto tanto ridere e continui a farlo, anche adesso che scrivo di te.

Nessun commento:

Posta un commento