martedì 5 agosto 2014

Fossile


La mia passione, da piccola, erano i fossili. Chiunque mi chiedesse cosa avessi voluto fare da grande riceveva da me sempre la stessa risposta: “voglio fare l'archeologa!”. Portavo spesso con me un pennello per il phard preso dal beauty di mia madre e amavo passarlo sugli oggetti per scoprire chissà quali tesori nascosti sotto la superficie delle cose. Ero molto legata ad un libro sui dinosauri che mi aveva regalato un'amica di famiglia; sfogliavo con estrema curiosità le pagine plastificate di quel volume e mi piaceva passare le dita sulle immagini, come a voler accarezzare quegli animali strani, misteriosi e appartenenti ad epoche così lontane dal tempo che stavo vivendo. La stessa amica di famiglia, cavalcando l'onda della mia passione, mi aveva regalato la sua raccolta di diapositive su minerali e pietre preziose. Quel suo regalo mi rese una bambina felicissima e adoravo tirare giù la tenda della mia camera per proiettarci sopra quelle immagini così colorate e particolari. Mi avvicinavo alla tenda per ammirare da vicino le sfumature di quelle pietre, allungando la mano per toccarle, sperando di riuscire a sentire sotto le dita le irregolarità delle loro superfici. Mi divertivo a creare storie con i dinosauri e mi divertiva ancora di più raccontarle, aggiungendo sempre qualche dettaglio per rendere più avvincente la storia. Sono sempre stata una bambina curiosa, affascinata dalle cose del passato e amante della verità. Lo sono ancora, anche se non faccio l'archeologa. Ieri la figlia di una mia amica mi ha fatto fare un giro nel parco sul suo trenino invisibile dei dinosauri e nel suo sguardo attento e curioso ho rivisto il mio.

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