mercoledì 27 giugno 2012

Astenersi perditempo


   Nella quotidiana ricerca di annunci di lavoro, mi capita spesso di imbattermi in job description fumose o che al contrario sono delle palesi truffe. Le richieste avanzate dall' inserzionista di turno vanno dall'età (se in Italia non sei under 30 ti viene da pensare “che campo a fare?!”) all'esperienza (che dev'essere rigorosamente pluriennale e comprovata) con breve cenno alla retribuzione che (laddove prevista) sarà naturalmente commisurata alle reali competenze del candidato. Ma stamattina un annuncio ha interrotto la routine. La figura ricercata era quella di un impiegato commerciale che fosse serio, immediatamente disponibile, fortemente ambizioso e dalla "buona personalità". Ecco, quand'è che una personalità può definirsi "buona"? E quando "non-buona"? Mi sono messa a pensare al fatto che in certi ambienti di lavoro è meglio non dare problemi, stando al proprio posto riducendo al minimo le alzate di testa e avendo completa devozione nei confronti del cliente. Cliente che deve sentirsi sempre coccolato, compreso, viziato e che non deve mai rendersi conto che l'impiegato commerciale lo sta prendendo in giro con offerte che sono tutto tranne che convenienti. E se l'impiegato commerciale, come il cliente, non si rende conto di essere vittima dello stesso gioco perverso da parte di chi sta più in alto di lui, beh, lui ha davvero una buona personalità!



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