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La mia pigrizia mi rende loquace, ma solo nel sonno

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[Questo post è frutto di un esercizio con il Gruppo di Scrittura che sto frequentando. Ho pescato tre parole (sonno-pigrizia-loquace) e ho scritto una storia che abbracciasse i 3 termini] Mi piace dormire. Mi piace perché sogno quelle cose che mi fanno tornare indietro nel tempo, quando tutto era più facile e felice. L'orologio è la mia bussola. Ne tengo una in ogni stanza, così non mi perdo mai l'orario e posso organizzarmi per bene, sia per i pasti che per le dormite. Cerco di dormire più che posso: di notte, dopo aver pranzato e spesso riesco anche ad assopirmi semplicemente da seduta, posando il viso sulla mano. Sono diventata brava perché mi basta chiudere gli occhi per dormire profondamente e da un paio d'anni le mie migliori alleate nel sonno sono delle piccole pasticche color salmone che mi ha prescritto la dottoressa. Prendo quelle pillole perché sono tornate a farmi visita due amiche di vecchia data: ansia e depressione. “Alla televisione” vedo che anche q...

Da piccola volevo un cavallo

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Quand'ero piccola chiedevo spesso a mia madre di poter ricevere un cavallo in regalo e quando lei mi chiedeva "Giorgia, dove lo mettiamo?!" io le rispondevo con estrema naturalezza dicendo che l'avremmo potuto sistemare "o nel fondaco o dietro la tenda della mia cameretta!" e che mi sarei impegnata personalmente a portagli da mangiare.  Con il senno di poi, posso dire che mi è sempre piaciuto immaginare di far convivere cose diverse tra loro, senza forzature, ma in un'ottica di reciproco rispetto e convivenza. Ma con altrettanto senno di poi dico che l'immaginazione di fronte a certa realtà non può nulla, non può imbrigliarla o condizionarla.  Deve lasciarla andare libera, come un cavallo che corre nel verde. 

In principio era l'audiocassetta

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In principio era l' audiocassetta che tenevo sempre infilata nello stereo in camera per registrare le canzoni della radio. Venivano fuori delle compilation originali e personali che era un piacere stare a sentire. Poi, quando mi stancavo di ascoltare e canticchiare sempre la stessa sequenza musicale, bastava un quadratino di cartoncino da fissare con dello scotch sulla cassetta, per renderla nuovamente registrabile.  Mi piaceva fare lo stesso con le videocassette , registrando spezzoni di programmi tv, video musicali e tutto ciò che mi dilettavo a replicare in casa, con un microfono, un abbigliamento discutibile e quel pizzico di protagonismo e presunzione che mi ha sempre animata e divertita. Con i floppy-disc non ho avuto un grande rapporto, più che altro ne rompevo uno al giorno perché mi piaceva smontarli per vedere cosa c'era dentro. Giusto il tempo di capirlo, che sono arrivati i cd audio , da maneggiare con estrema cura e da lucidare con la pezzolina degli occhia...

Discromia sentimentale

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Vorremmo chi non ci vuole. Quelli che invece ci vorrebbero non ci fanno effetto né diamo loro affetto.  

Vale a Carnevale ?

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Quest'anno, per Carnevale, ho deciso che mi travestirò da cervello. Il tuo. Proverò finalmente l'ebbrezza del vuoto.

Se porto gli occhiali è perché mi faccio le seghe (mentali)

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Penso che condividere le gioie è importante tanto quanto condividere i dolori.  Penso che il dialogo, con se stessi che con gli altri, è sempre un bene.  Penso che ho paura di molte cose, ma la paura più grande è la perdita della sensibilità.    Penso che è facile fare i conti con la coscienza. Sempre se ne hai una.  Penso che le emozioni vadano metabolizzate, così come i ricordi.  Penso che sono le malattie senza sintomi quelle più difficili da curare.  Penso che se sei buona con tutti, alla fine non lo sei con nessuno.  Tanto meno con te stessa.  Penso che uscirò a fare due passi. 

Occhi stretti

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Se stringo gli occhi per guardarti, non è odio il mio, ma semplice miopia.